Scelta del ccnl
IL CONTRATTO COLLETTIVO UNA SCELTA DETERMINANTE, ALCUNE INFORMAZIONI SU COME SCEGLIERE
Il contratto collettivo si sceglie in base alla tipologia di lavoro svolto dall’azienda, in esatta correlazione all’attività identificata con il codice ATECO.
Le aziende che aderiscono ad una associazione di datori di lavoro (il sindacato dei datori di lavoro) aderiscono anche ad uno specifico CCNL e sono obbligate ad applicarlo.
Qualora, non fanno parte di nessuna Associazione Datoriale, possono scegliere quale contratto collettivo applicare al momento dell’assunzione dei dipendenti sempre in relazione alla attività esercitata.
Premesso che il datore di lavoro non può scegliere il CCNL che vuole solo in base alla propria convenienza economica, ma deve fare riferimento alle attività effettivamente esercitate dall’azienda (che può avere magari più settori di attività e quindi una contrattualistica diversa per gruppi di dipendenti di ogni settore) per individuare il settore di appartenenza, quindi scegliere il contratto più attinente.
Da considerare inoltre che, non esiste un solo CCNL per ogni settore, ma diverse sono le organizzazioni firmatarie di contratti collettivi dello stesso settore; in effetti sono presenti e depositati 1.010 contratti collettivi al CNEL (Archivio Nazionale dei contratti del CNEL alla data del 30 giugno 2022, sono complessivamente 1.010, secondo quanto previsto dall’art. 17 della legge 30 dicembre 1986, n. 936).
CCNL tra i quali molti multisettoriali; è facile comprendere che scegliere quale contratto è più attinente anche economicamente per l’impresa è un lavoro che richiede attenzione e conoscenza delle varie attività svolte dall’impresa oltre che delle caratteristiche specifiche che ogni CCNL contiene.
È rilevante, inoltre, il codice ATECO (codice identificativo dell’attività economica dell’impresa attribuito dall’Agenzia delle Entrate) al momento della registrazione della partita IVA. Il codice ATECO indica il settore e la categoria specifica in cui opera l’impresa.
Se un’azienda si occupa di due o più attività ma ha solo un codice ATECO, deve applicare il CCNL dell’attività prevalente, che si riferisca al settore indicato dal codice ATECO.
Diversamente, se l’azienda ha due attività autonome e indipendenti, allora per ognuna deve applicare il CCNL di riferimento.
Prima di scegliere il contratto collettivo da applicare, è sempre consigliato rivolgersi alla nostra consulenza del lavoro per individuare con esattezza il settore. Verrà analizzata insieme all’imprenditore la documentazione, le attività presenti nell’azienda e le mansioni di ogni lavoratore (assunti o da assumere), dopodiché verranno formulate le scelte contrattuali maggiormente attinenti.
Per alcune attività può sembrare semplice individuare il CCNL da applicare, ad esempio un’officina meccanica, un negozio di abbigliamento, un ristorante; ma come sopra detto, si dovrà tenere conto delle specificità dei contratti applicabili, ovvero, quale CCNL scegliere tra gli oltre 1.000 disponibili, in effetti, non è tanto la paga base a fare la differenza (più o meno onerosa per l’impresa) ma gli istituti così detti flessibili diversi da CCNL a CCNL.
Ci sono poi imprese il cui settore non è facile da definirsi, come ad esempio una società che offre servizi digitali.
Obbligata l'impresa ad applicare il CCNL?
Sono vari i scenari e le correnti di pensiero che si possono presentare all’imprenditore; correnti di pensiero? Si abbiamo detto proprio correnti di pensiero, vediamo perché.AZIENDA ISCRITTA AD UN’ASSOCIAZIONE DATORIALE
L’impresa aderente ad un’associazione datoriale firmataria del CCNL dovrà applicare il contratto sottoscritto dall’associazione. Questo si applicherà a tutti i lavoratori senza distinzione di mansioni o categoria. Un’azienda può essere iscritta ad un’associazione di categoria, o anche a più associazioni datoriali, oppure ad un’associazione che a sua volta è iscritta all’associazione di categoria. Nell’ultimo caso, l’azienda è obbligata all’applicazione integrale del contratto collettivo sottoscritto dall’associazione alla quale ha aderito (per adesione si intende non solo la domanda di adesione ma l’evidenza del pagamento del contributo annuo previsto per ogni associazione).AZIENDA NON ISCRITTA A NESSUNA ASSOCIAZIONE
Se il datore di lavoro non è iscritto ad alcuna associazione datoriale, non ha l’obbligo di applicare un CCNL specifico e può scegliere tra due soluzioni:- Adottare un contratto collettivo nazionale, indicando gli estremi nella lettera di assunzione, quest’ultima dovrà contenere ogni indicazione prevista dal Decreto trasparenza Circolare n. 4 del 10 agosto 2022. Può aderire in modo esplicito e applicare il CCNL integralmente, oppure aderire in modo implicito e limitarsi a seguire le clausole più importanti e rappresentative.
- Non applicare alcun CCNL. In questo caso deve fare riferimento alle fonti costituzionali e alle leggi sul lavoro per quanto riguarda la retribuzione e la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali, importi che non possono essere inferiori ai minimi fissati dal CCNL di riferimento del settore in cui opera l’azienda (cosiddetto minimo contrattuale).
Cotratto collettivo
Diverse sono le tipologie di contratto collettivo, che si differenziano in base al livello in cui vengono sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e dei sindacati dei lavoratori.Un contratto collettivo di lavoro può essere:
- Interconfederale: dove sono definite le regole generali riguardanti tutti i lavoratori di ogni settore produttivo.
- CCNL di primo livello: è il contratto collettivo nazionale di categoria, sottoscritto dalle Associazioni Datoriali di un determinato settore merceologico unitamente alle Organizzazioni Sindacali dello stesso settore.
- CCNL di secondo livello: è sottoscritto nell’ambito di settori specifici, può essere stipulato da un’azienda o a livello territoriale. Nel primo caso, il contratto collettivo viene sottoscritto nella singola realtà aziendale; nel secondo caso il CCNL ha efficacia nel territorio della provincia. Il datore di lavoro può derogare alle norme di legge e del CCNL su alcuni aspetti del rapporto di lavoro.
E' possibile cambiare CCNL?
Ogni contratto collettivo è una validità di tre anni dalla sottoscrizione delle oo.ss.Alla scadenza è possibile rinnovarlo, sostituirlo, recedere e stipulare un nuovo CCNL.
Il contratto collettivo in vigore crea un vero e proprio diritto individuale all’applicazione del suo contenuto verso il lavoratore; quindi, solo al termine della sua durata smette di essere vincolante per le parti che lo hanno sottoscritto e si può procedere con il rinnovo.
Due sostanziali modalità per cambiare il CCNL di un’azienda:
- Accordo di armonizzazione contrattuale: si tratta di un accordo bilaterale tra il datore di lavoro e i sindacati, per gestire il passaggio dall’applicazione di un CCNL ad un altro. Tale accordo consente di disciplinare i livelli e le mansioni tra i due contratti, inoltre è possibile stabilire il periodo temporale entro il quale il nuovo CCNL deve essere applicato; le valutazioni di natura normativa ed economica; le applicazioni diversificate di alcuni istituti o la loro sospensione temporanea; deve contemplare eventuali disposizioni economiche a salvaguardia dei diritti acquisiti dai lavoratori.
- Modifica unilaterale del CCNL applicato: se il datore di lavoro ha aderito ad un’associazione di categoria, è vincolato ad un obbligo specifico, poiché viene rappresentato dalla categoria negli accordi e anche nel CCNL di riferimento. In questo caso, per cambiare il CCNL la prima cosa da fare è dare disdetta all’associazione Datoriale e a tutte le parti firmatarie del contratto, per svincolarsi così dall’obbligo contrattuale. Bisogna inoltre informare i lavoratori della variazione del CCNL. Dopo aver completato queste procedure, ed atteso la scadenza del CCNL (tre anni) il datore di lavoro può aderire ad un altro CCNL.
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