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La Coop lascia Roma: 54 punti vendita cambiano insegna

Era evidente, almeno dal mio punto di vista, già negli anni delle fusioni tra cooperative dei vari territori, correva l’anno 2005.

Il voler far massa critica solo pensando al potere di acquisto ed ai fatturati, comportò, ed oggi ne é comprova, la perdita della peculiarità e delle attenzioni al territorio di pertinenza perdendo di fatto la cd funzione di vicinato e con essa molte professionalità che si sono allontanate.

Coop lascia Roma; e non solo…

Alla fine i timori dei sindacati e dei lavoratori sul progressivo smantellamento dei punti vendita in tutta la regione, capitale compresa, si sono avverati. In città rimarranno solo 7 i supermercati Coop (della cooperativa Unicoop Tirreno ex Toscana Lazio fusione con Coop Tevere), gli altri 54 passano di mano: ceduti al Gruppo Gabrielli, titolare del marchio Tigre, a mio parere uno dei gruppi che ha delle vere competenze per la GDO alimentare con particolare attinenza ai freschissimi.

L’operazione coinvolge circa 800 lavoratori.

Per i lavoratori cambia anche il tipo di contratto: non più quello della cooperazione, ma quello della distribuzione moderna organizzata.

Intelligenti pauca.